Scritto da Vincent Cuvellier e illustrato da Charles Dutertre, “La prima volta che sono nata” è, per merito, un “mai più senza” sullo scaffale dell’infanzia.
E che così debba andare lo annuncia la prima pagina: “La prima volta che ho aperto gli occhi, li ho subito richiusi. Ho pianto. Poi delle mani mi hanno sollevata al cielo e mi hanno posata tra due montagne di latte. Ho smesso di piangere e ho aperto gli occhi per la seconda volta nella mia vita. Ho visto la luce più dolce del mondo: erano gli occhi di mia madre.”
Un piccolo albo quadrato, adatto ad essere tenuto da tutte le misure di mani possibili, ricco di immagini dal sapore vintage e di parole che paiono sospese tra ricordo e favola.
Un libro sulla maternità e sulla vita, enciclopedia di prime volte, di momenti importanti che segnano l’esistenza di tutti, di eventi ciclici che sono qui raccolti e raccontati da una bambina, Nina.
La prima volta che sono nata
Vincent Cuvellier e Charles Dutertre
Sinnos
Dedico questa recensione ai miei amici Elisa e Paolo che ieri sono "nati" genitori


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