Magarìa è pensato per i più piccoli da uno degli autori più grandi.
Mi permetto di scriverlo a gran voce non perché sia il mio preferito ma perché si tratta di Andrea Camilleri.
Magarìa è una parola che suona strana a chi la legge per la prima volta: è una magia, un incantesimo di lettere mammalucchigne che pronunciate insieme hanno il potere di far scomparire ma anche quello di far tornare. Un racconto che ha la forza dei legami indissolubili che fanno famiglia: un nonno e una nipotina che condividono favole e segreti e non si separano mai, nemmeno quando sono divisi.
La storia si dipana tra le troffe di capperi, le pale di ficodindia, gli spalanchi e le lame di saggina in una Sicilia sognata e illustrata da Giulia Orecchia con tutte le sfumature dei verdi e degli azzurri che meritano le cose belle. Camilleri prima ancora di essere un autore di gialli era un affabulatore, uno che amava raccontare, bene, le storie, uno a cui piaceva  stupire ed esagerare.
Ecco perché Magarìa è una storia con tre finali.

Magarìa
Andrea Camilleri e Giulia Orecchia
Oscar mini Mondadori



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