Nel coloratissimo asilo che frequenta Lilli ci sono gli armadietti personali in cui i bambini possono riporre le loro cose, soprattutto quelle che portano da casa e che, come tutti gli oggetti transizionali, hanno il potere di rassicurare e dare conforto. Dopo pranzo sono sempre tutti stanchi per le molte attività della giornata (le stesse che, una volta a casa verranno riassunte in un "niente" in risposta alla domanda "cosa avete fatto oggi a scuola?"). Prima del riposino passano a prendere i giochi preferiti che hanno lasciato nei loro mobiletti in modo da dormire abbracciati a quella parte di mondo che parla la lingua di casa.
Mirtilla è la bambola di Lilli eppure è finita nell'armadietto di Amalia, la più piccola della classe: di chi è stato lo sbaglio? Non c'è il tempo di riflettere perché questo antipatico imprevisto porta subito le due bambine a fare i conti con gli aggettivi possessivi, la loro insegnante a tentare una conciliazione e la povera Mirtilla ad essere strapazzata un po'.
David Grossman però, come la maestra Gelsomina, sa che dalla condivisione può nascere un'amicizia che merita sempre di essere raccontata.
Mia, tua, nostra
David Grossman - Giulia Orecchia
Mondadori Oscar Mini
Grazie a: la mia amica Emma


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