Un romanzo per ragazzi scritto nel 1975 e pubblicato per la prima volta in Italia nel 1989 può dirsi “moderno”? Vi assicuro di si.
Intanto per i suoi protagonisti, tutti.
Partiamo da Marius, bambino liofilizzato prodotto in una fabbrica che soddisfa le richieste di genitori esigenti: educato, ligio, dovrei dire perfetto. Ma perfetto per chi?
Berta Bartolotti diventa madre per un errore di consegna, di bambini non sa nulla ma nemmeno per un attimo rifiuta l’idea di questa maternità improvvisa e spende tutto quello che possiede per assecondare i bisogni del nuovo arrivato. Berta è in quell’età in cui non si è più giovani ma nemmeno anziani, è troppo colorata, è indipendente, lavora e fuma il sigaro. Berta vi piacerà.
Egon non è il marito di Berta (e se pensiamo di essere nel 1975, o anche nel 1989, questa informazione si gonfierà di un coraggio da non sottovalutare), del quale non abbiamo notizie se non sapere che da anni è andato “a casa del diavolo”. Egon è il farmacista del paese, è l’amico di due sere a settimana, è una persona grigia e pignola eppure immediatamente sente di poter essere il padre di un bambino di 7 anni che non ha mai visto prima. Anche Egon vi piacerà.
La storia, un po’ come Berta, è brillante, divertente e senza peli sulla lingua.

Il bambino sottovuoto
Christine Nöstlinger
Salani – Gli istrici


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