Io non mi chiamo Claudia ma adesso farò finta che Claudia è
il mio nome perché vi assicuro che quando ho aperto il pacchetto e ho visto la
mia copia di questo albo illustrato mi sono sentita felice come se Caterina
Sobral lo avesse dedicato davvero a me.
La verità è che questo libro l'ho comprato su Vinted, una app su cui si può
vendere e comprare usato (e non solo), ma non mi è capitato "per
caso" tra le mani perché vi assicuro che dietro ai miei acquisti ci sono
studi e monitoraggi. Quindi si, tecnicamente è un libro usato, anche se mai si
direbbe e gli unici "tratti di penna in quarta di copertina" sono
opera dell'autrice: senza ombra di dubbio possiamo dire che, per me, è stato un
colpaccio! E così Caterina Sobral mi ha dedicato una copia del suo libro.
La giovane e talentuosa illustratrice pubblicata in moltissimi Paesi, usa una
tavolozza di colori limitata, vivace, accesa, che parla del suo Portogallo in
ogni declinazione e sfumatura e, insieme all'assenza di profondità,
caratterizza i suoi lavori. Con "Mio nonno" nel 2014 ha vinto il
Premio Internazionale di Illustrazione alla Fiera del libro per Ragazzi di
Bologna.
Il titolo anticipa che si tratta non di un nonno qualsiasi ma di
"mio" nonno e, chiaramente, quando i nonni sono "nostri"
diventano in automatico speciali. Il nonno in questione è un uomo frizzante e
pieno di interessi che, andando in pensione, ha saputo organizzare il suo
tempo. Le sue passioni e il suo modo di vivere si fanno eclatanti perché la
giornata del nonno è continuamente confrontata con quello del vicino di casa,
il dottor Sebastiano, che non regge il paragone non solo perché lavora molto ma
anche perché non sa gestire il suo poco tempo libero. Eppure due uomini così
diversi, sono capaci di non giudicarsi e anzi, di mantenere un rapporto
cordiale e scambiarsi il buongiorno come ci si scambia un regalo.
Tra le pagine si nascondono con ironia due citazioni grafiche che mi hanno
fatto emozionare: il "Ritratto di Fernando Pessoa" di Almada
Negreiros e "Colazione sull'erba" di Claude Monet un gioco
inaspettato che mi ha fatto apprezzare ancora di più Caterina Sobral.
Caterina Sobral
La nuova frontiera




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